Conosci le tecniche artistiche
- Tecniche pittoriche:
La pittura a olio è una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con delle basi inerti ed oli. L'olio si distingue per duttilità e polivalenza. Il suo componente principale, l'olio di lino, le conferisce caratteristiche di luminosità, opacità, trasparenza, elasticità, sottigliezza nelle mescolanze, corpo, texture, e durata, in grado di soddisfare le esigenze di ogni artista.
L'acquerello
Si avvale di colori macinati solubili in acqua, precedentemente trattati con glicerina e gomma arabica. Vengono usati in stesure molto liquide e trasparenti. Nell'impasto si rinuncia totalmente al bianco come componente per ottenere tonalità di colore chiare e coprenti. In tale tecnica infatti, il massimo della luminosità è rappresentato dal fondo del supporto e la stesura del colore corrisponde a un continuo scalare verso le tonalità più scure e intense.
Pittura all’acrilico
Di rapida essiccazione e di resa brillante, i colori acrilici sono sostanzialmente delle tempere magre, solubili in acqua, che invece dei leganti organici (come la tempera all'uovo) della grande tradizione, contengono leganti sintetici (a base, appunto, acrilica). Negli ultimi tempi, è diventato uno dei tipi di colore più usati per pittura da cavalletto, anche in sostituzione dell'olio, con i vantaggi rispetto a quest'ultimo, di asciugare prima e nel caso di una pittura per stesura, di accorciare moltissimo i tempi di lavoro, anche se trattandosi di un colore più magro, è più delicato (si riga facilmente) e ha gamme di colore generalmente più fredde e meno ricche dell'olio.
Il guazzo o gouache è un tipo di colore a tempera reso più pesante ed opaco con l'aggiunta di un pigmento bianco (per esempio biacca o gesso) in una miscela con la gomma arabica. Il risultato è un colore più opaco che il normale colore a tempera. Versatile sia nelle stesure piatte sia nei tocchi vivaci, è il mezzo ideale per studiare in piccolo l'impianto cromatico di un dipinto, da solo o in associazione con altre tecniche.
- Tecniche scultoree:
La scultura è (nel senso moderno del termine) l'arte di dare forma ad un oggetto partendo da un materiale grezzo o assemblando assieme diversi materiali. È una tecnica riduttiva o sottrattiva attraverso la quale l’artista rimuove il materiale tagliandolo o abradendolo creando cosi l’opera. I materiali più impiegati nel tutto tondo sono il legno, la pietra e il metallo e la tecnica esecutiva non ha subito nel corso dei secoli innovazioni di grande rilievo.
Scultura in metallo: La scultura a tutto tondo può essere realizzata anche in metallo mediante la tecnica della fusione a cera perduta di origine antica. La lega più frequentemente usata nelle fusioni è il bronzo, che a seconda della percentuale di rame contenuto può risultare malleabile, così da poter essere lavorato anche a freddo, oppure molto duro e fragile, difficile da incidere una volta raffreddato.
Scultura in terracotta. Le sculture e gli oggetti in terracotta sono realizzati mediante la modellazione di un impasto di argille che si presenta con tipologie molto varie: la qualità e la quantità dei minerali contenuti ne determinano il maggiore o minore grado di porosità e di refrattarietà e la tonalità del colore. La modellazione può essere eseguita a mano, al tornio, per oggetti che hanno forma tendente al giro, o a stampo. Dopo un processo di essiccazione, che può avvenire per esposizione all'aria oppure in un ambiente caldo (per deumidificazione), si passa alla fase della impermeabilizzazione e poi alla cottura.
Tecnica dell’assemblaggio
il termine si riferisce a quelle opere come le costruzioni in metallo saldato nelle quali sono state assemblati materiali tridimensionali eterogenei.
- Tecniche di stampa:
Litografia: è una tecnica di produzione meccanica delle immagini. La pietra utilizzata è un calcare molto compatto e di grana grassa, chiamata appunto "litografica", che protegge la pietra quando la si tratta con una soluzione di gomma arabica e acido nitrico molto diluito: le zone rimaste libere e quindi raggiunte dall'acido sono rese repellenti ai grassi e ricettive all'acqua. La pietra viene quindi bagnata ed inchiostrata a rullo: l'inchiostro si fissa sulla superficie esatta del disegno, trattenuto dalla matita grassa, mentre le zone bagnate rifiutano l'inchiostrazione. Ci vuole una pietra diversa per ogni colore. Prima di una nuova utilizzazione, la superficie della pietra viene sabbiata (granitura).
Il monotipo (dal greco "unica impronta") è un unico esemplare a stampa; la matrice non presenta né tagli né morsure, il disegno viene tracciato dall'artista direttamente sulla superficie con pennelli e altri strumenti. Come in ogni stampa, la composizione risulta rovesciata rispetto al foglio. Senza altre aggiunte di inchiostro, se ne traggono, qualche volta, una seconda e una terza prova che diventano sempre più sbiadite e quindi vengono ritoccate a mano. Il supporto su cui viene eseguita l'opera può essere di metallo, di vetro, di legno, di plexiglas o di altro materiale duro e liscio, oppure leggermente poroso.
L'incisione è una tecnica artistica. Può essere in cavo o in rilievo. La tecnica in cavo consiste di una matrice di metallo che può essere incisa direttamente (Bulino, Niello, Maniera nera, Puntasecca), oppure incisa con acidi (Acquaforte, Acquatinta, Cera molle). Si dice in cavo perché l'inchiostro di stampa penetra nei solchi che sono venuti a formarsi per azione del bulino o dell'acido. La tecnica in rilievo consiste in una matrice che viene scolpita in altorilievo (tipo timbro) anticamente il supporto era in legno (Xilografia), oggi si usa anche linoleum, medium density, o altri materiali similari.
Puntasecca :Consiste nell'incidere la propria opera su una lastra di rame o zinco con uno strumento chiamato "punta" (un ago d'acciaio molto appuntito, dotato di un manico di legno e usato come una matita). Una volta incisa, la lastra viene inchiostrata e poi ripulita affinché l'inchiostro rimanga solo nelle parti precedentemente incise, dopodiché viene collocata sul torchio calcografico che permette la stampa.
Maniera nera o mezzo tinto: Tecnica calcografica diretta, nella quale la granitura della lastra viene ottenuta mediante uno strumento a forma di mezzaluna fittamente dentata e immanicata, chiamato 'berceau', che viene fatto oscillare ripetutamente lungo tutta la superficie della lastra. Dopo aver reso il metallo completamente granito (in grado di restituire in stampa un nero uniforme), si passa all'uso del raschietto d'acciaio per rendere lisce quelle parti che si vogliono bianche, o alla pietra d'agata per gli sfumati, procedendo quindi con un sistema inverso quello consueto dell'incisione, alla costruzione dell'immagine. In anni recenti si è diffuso il metodo della granitura ottenuta con vernice spray e la successiva acidatura. In questo caso si deve specificare: maniera nera su zinco (oppure ferro, rame, ecc.) granito a mordente.
Acquaforte: È una tecnica calcografica molto diffusa consistente nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito; rame per grandi tirature, come nel passato) con un acido, per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (carta normalmente) per mezzo di colori . La lastra viene ripulita e smussata ai bordi con carta smeriglio, poi sgrassata nella parte lucida con ovatta intrisa di carbonato di calcio. Cosparsa uniformemente con un coprente a protezione dall'acido (cera, asfalto, gomma, mastice...) viene affumicata con un mazzo di candele. Quindi si incide il disegno nel materiale protettivo con una punta.A disegno ultimato, si immerge la lastra in un bagno di acido nitrico ("acquaforte" è il nome antico di tale acido da cui questa tecnica ha preso il nome) che "morde", ossia, corrode, il metallo soltanto nelle zone in cui la vernice è stata tolta dalla punta, mentre il resto della lastra rimane intatto. Si provvede quindi a rimuovere la vernice rimasta sulla lastra e ad inchiostrare quest'ultima. Pulendo la lastra, si sarà rimosso l'inchiostro superficiale, ma non quello depositato negli incavi ottenuti dalla morsura dell'acido, che sarà trasferito (sotto la pressione di un torchio) sulla carta.
L'acquatinta: si distingue per i suoi effetti di "grana" ossia di una minutissima puntinatura della superficie che consente di ottenere effetti di dispersione d'inchiostro non lineare ma alla maniera di un lavis. Vi sono vari metodi per ottenere la grana; uno di questi è cospargere uniformemente la lastra con polvere di bitume e riscaldarla su un fornellino per farla cristallizzare. A questo punto si procede col disegnare il soggetto e a mascherare con la vernice le parti che man mano che si procede con le morsure si vogliono lasciare più chiare. I procedimenti di rimozione della vernice, inchiostrazione, pulizia e stampa, sono analoghi a quelli dell'acquaforte.
La tecnica collagraph consiste nel realizzare delle stampe a partire da lastre che si presentano come veri e propri collage: alle matrici di supporto (cartone, metallo, plastica, legno e via dicendo) si applicano vari materiali per ottenere effetti materici, rilievo e profondità nelle stampe.
Serigrafia: E' una tecnica derivata da quella dello stampino; si esegue con una matrice costituita da un tessuto finissimo (seta, nylon, ecc.), teso su un telaio, le cui maglie sono state otturate con un apposito liquido in corrispondenza delle zone non stampanti e lasciate aperte in concomitanza del motivo da riprodurre: attraverso queste ultime l'inchiostro viene spremuto mediante una racla sul supporto. Si può eseguire il disegno direttamente sul tessuto con gomma liquida, che si toglie poi dopo l'applicazione del liquido impermeabilizzante, oppure con il metodo fotografico, che trasferisce sul tessuto qualsiasi genere di documento purché alla base vi sia una pellicola. Eccettuati l'offset e la serigrafia che riproducono l'immagine al diritto, le stampe sono sempre impresse specularmente alla matrice; il riporto si fa quindi a rovescio.
Xilografia: è una tecnica d'incisione su legno per riproduzioni a stampa. L'incisione xilografica viene eseguita su una tavola di legno, incisa con bulini e sgorbiette, lasciando solamente quelle parti che verranno poi inchiostrate. La xilografia utilizza quindi il segno in rilievo, cioè in superficie, che risulta dallo scavo dei bianchi. Un limite di questa tecnica è dato dall'estrema fragilità delle lastre lignee: di recente esse sono state sostituite dal più compatto e morbido linoleum, che può essere inchiostrato e stampato con maggiore facilità.
La fotoincisione è una tecnica di lavorazione della lamiera metallica che permette di ridurne lo spessore, creare dei solchi, dei tagli, dei fori o figure complesse.
La stampa a rilievo o rilievografia: è una tecnica di stampa, si pratica con l'impressione di immagini incolori e sporgenti sulla superficie della carta. L’impressione si ottiene comprimendo il foglio tra un punzone a sbalzo e uno incavo: cliché e contromatrice. I rilievi possono essere suddivisi in: Emboss e Deboss. Si tratta di Emboss quando rispetto al piano otteniamo un innalzamento; nel caso del Deboss, invece, rispetto al piano si ha uno sfondamento del materiale.
- Altre tecniche:
Carboncino: Materia fragile costituita essenzialmente da fusaggine, il carboncino consente di ottenere una straordinaria varietà di gamme nere e grigie, morbide e sgranate.
Pastello: Tecnica pittorica che si esegue su carta, con matite colorate, di pasta grassa, o di punta o sul loro lato; il colore, tracciato il segno, viene poi distribuito con i polpastrelli sul supporto.
Tecnica mista: tecnica di realizzazione di un'opera che prevede l'impiego di materiali e mezzi di vario genere
Il Collage indica la tecnica utilizzata per la realizzazione di opere di ogni livello prodotte per mezzo di sovrapposizione di carte, fotografie, oggetti, ritagli di giornale o di rivista.
Con arte digitale (detta anche digital art o computer art) si indicano le forme d'arte elaborate in forma digitale . Il termine viene usualmente riservato per l'arte che è stata modificata in maniera non banale attraverso un computer.
La digital art può essere generata completamente dai computer, come per i frattali, o presa da altre sorgenti, come la scansione di una fotografia o un'immagine disegnata con l'ausilio di un software di grafica. La disponibilità e la popolarità di software per il fotoritocco e la manipolazione delle immagini ha prodotto una vasta e creativa libreria di immagini altamente modificate, che hanno poco o nulla a che vedere con le immagini originali. Usando versioni elettroniche di pennelli, filtri e ingrandimenti, questi "neografi", producono immagini non ottenibili attraverso i convenzionali strumenti fotografici. Inoltre, gli artisti digitali possono manipolare scansioni di disegni, dipinti, collage o litografie, o usare le tecniche sopra menzionate in combinazione.
Alle Affordable Art Fair , le opere che sono state riprodotte in digitale da un opera già esistente, non sono ammesse in quanto non sono considerate opere originali, mentre tutte le creazioni artistiche che afferiscono alla cosiddetta web-art, sono liberamente accessibili via internet, in quanto difficilmente acquistabili.
Ad AAF si possono acquistare solamente le opere elaborate in digitale considerate originali, prodotte in un numero limitato di edizioni.

